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ALVARO SIZA A BERGAMO
alzano lombardo - Sabato 10 ottobre nel gremitissimo spazio ristrutturato dell'ex Italcementi di Alzano Lombardo, oggi sede dell'associazione culturale Alt, si è tenuto l'eccezionale evento "Notte OAB", organizzato dall'Ordine degli Architetti di Bergamo, in occasione della Giornata Mondiale dell'Architettura e del sessantesimo anniversario del CIAM, tenutosi nella città di Bergamo nel 1949. Una giornata all'insegna della multi-disciplinarietà: fotografia, musica, pittura, scultura e naturalmente architettura, che si è protratta fino a serata inoltrata. Hanno partecipato all'evento lo storico d'architettura e direttore della rivista "Casabella" Francesco Dal Co, l'architetto portoghese Carlos Castanheira, la curatrice del libro "La museografia di Siza" Maddalena D'Alfonso, e uno tra i più importanti esponenti dell'architettura contemporanea a livello internazionale Alvaro Siza. L'architetto portoghese ha lungamente parlato del suo modo di concepire e "fare" architettura, con particolare riferimento ai progetti per il Museo Iberé Camargo a Porto Alegre (Brasile), per la Fondazione Serralves a Porto (Portogallo)..
Impossibile trascurare l'idonea e magica location, "Alt" è un luogo voluto da Elena Matous Radici e Tullio Leggeri in memoria di Fausto Radici; l'edificio collocato in una parte del complesso del primo opificio Italcementi (1883) vuole essere non solo un museo con importanti collezioni (Duchamp, Cattelan, Nino Carlos), ma anche e soprattutto uno spazio sperimentale per un'arte tutt'altro che elitaria. Ad aprire la conferenza è stato proprio il maestro Siza, il quale in un perfetto italiano, ha ringraziato gli organizzatori per avergli dato la possibilità di "visitare per la prima volta questa splendida città" e ha messo in luce diversità ed affinità (matrici compositive e stilistiche) dei due musei, concentrandosi in particolar modo sull'importanza della luce naturale per l'illuminazione degli ambienti, e sottolineando infine la necessità di uno spazio che sia il più possibile affine alle opere che accoglie. La parola è passata allo storico Francesco Dal Co, il quale ha spiegato in modo chiaro ed emozionante l' anti-sacralità dei musei di Siza , in tutti gli spazi creati dall'architetto portoghese c'è infatti un "atteggiamento di pietà nei confronti delle cose", pietà nel senso di pietas, essere amico di ciò che ti è dato.
Interessante e divertente l'intervento di Carlos Castanheira, celebre collega di Siza che ha proposto un' excursus delle fasi di progettazione di un museo privato di Seul, passando per dubbi, schizzi, disegni, modellini, 3D e realizzazione fisica. Ospite della giornata anche Marco Introini, fotografo specializzato in architettura e paesaggio, che venerdì 9 ottobre ha inaugurato la mostra "Alvaro Siza nelle foto di Marco Introini", 36 splendidi scatti che si focalizzano sui musei sopra citati. L'esposizione rientra in un ciclo espositivo promosso dall'Atelier del genio Bruno Vaerini sulla eccellenza degli spazi architettonici dedicati all'arte e si protrarrà sino al giorno 9 di Novembre.
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[ 7 Marzo 2009 - Cristina Donà @ Tambourine - Seregno (MI) ]

Il Tambourine di Seregno è sempre il solito corridoio con le farfalle fluttuanti e un’acustica improponibile. Ma è anche il solito serbatoio di qualità: Cristina Donà sale sul palco facendosi largo come Mosè nel Mar Rosso. Piccoli concerti a sorpresa è un mini tour acustico che si apre con “Piccola Faccia”, title-track del nuovo lavoro della cantautrice milanese, una raccolta acustica prodotta (ancora) da Peter Walsh.
C’ è anche spazio per brani esclusi dalla selezione: “L’ultima giornata di sole “ e “ Ho sempre me”. “Oddio mo’ comincia a parlare” con una battuta autoironica inizia la serie di facezie e scambi con un pubblico divertito.
Risate, ma anche emozioni, ogni volta che passa dalle frequenze basse a quelle alte e quando dedica “Salti nell’aria” ai bambini, e in particolar modo al suo che sta per nascere, altrimenti si offenderà. La crisi ha ridotto la band alla sola Cristina e al giovane chitarrista Francesco Garolfi, ma nulla si rimpiange, soprattutto sui brani melodici “Invisibile”, “Goccia” e “Nel mio giardino”. La Donà sfoggia anche una tastierina Bontempi con la quale dà vita a un suono immaginifico e al procedimento narrativo per immagini di “Volevo essere altrove”.
Un finto “Fuori fuori” (al Tambourine non ci sono camerini) e poi le armonie raffinare di “Universo” e “Dove sei tu” e a chiudere la splendida “Triathlon” spogliata della sua veste elettronica.
Cristina è matura, ironica, elegante, tanto profonda da risultare quasi insondabile. Le acque del Mar Rosso si aprono di nuovo e la voce più importante del panorama musicale italiano defluisce tra gli applausi, lasciandoci dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo.
[Le luci della centrale elettrica @ KokoClub - Biella]

Echi di Tondelli, di Rino Gaetano, dei CCCP, di Andrea Pazienza e Syd Barret. Ma soprattutto un bellissimo linguaggio, immaginifico, originale, essenziale, perchè no immaturo. Merito delle reminescenze quindi, e del travaglio intellettuale del giovane cantante/scrittore ferrarese unico componente del gruppo :Vasco Brondi. Ma questo travaglio non può aiutare chi è privo d'ingegno a diventare un artista. Ma è l'unica possibilità che consenta al talento di produrre qualcosa di importante, come il primo album "Canzoni da Spiaggia Deturpata". Per dirlo alla Lukacs.
Non stelle, ma luci atrificiali, non tramonti romantici, ma spiagge deturpate, non preti, ma prati asfaltati, siringhe e metadone. Giorgio Canali (CSI) regala struggenti e graffianti chitarre. Ma la forza sta tutta nelle parole. Vasco arriva sempre al centro della sua (nostra) angoscia, del suo (nostro) dolore. Parole urgenti che sono doventate il lavoro quasi quotidiano di questo nuovo Leo, temi fastidiosi, urla, flussi di coscienza.
Solo chi non ha niente da racconatare ai figli che non avrà di questi cazzo di anni zero non è infastidito dall'isterico modo di cantare di Brondi, ma commosso da tanta sincerità.
E ci piscino pure addosso gli angeli.
Concerti al KokoClub:
[Vinicio Capossela - Solo tour 18 Novembre 08 @ Palacreberg - BG]

Sopra il palco si illumina una scritta effetto carnival: SOLO SHOW, due parole che scandiscono i due atti dello spettacolo. Sì perché il primo tempo è un’esecuzione live dell’ultimo lavoro del cantante: “Da solo”.
Non solo, ma in compagnia di Glauco Zuppiroli (Contrabbasso e Ukulele), Zeno De Rossi (Batteria e Grancassa da banda), Vincenzo Vasi (Theremin, Vibrafono, Marimba, Glockenspielt, Campionatori e Piani Giocattolo), Mauro Ottolini (Susafono, Trombone, Bombardino e giocattoli), Achille Succi (Saxofono, Clarinette e clarinetto basso , giocattoli), Alessandro Stefana (Chitarra, Banjo, Elettronica, AutoHarp, slide guitar, ViolinArpa) , esegue tutte le tracce (in ordine) dell’album. Supreme “Una giornata perfetta”, la goliardìa onirica di “Il paradiso dei calzini” e “Orfani Ora”, che con l’essenzialità di una lampadina dondolante sopra al piano, regala il momento più intimistico della serata. Emozionante anche “Lettere di soldati”, con l’auspicio che gli ultimi eventi elettorali ne facciano scrivere (un po’) meno.
Vinicio passa da uno “strumento inconsistente” all’altro: giocattoli, farfisa, Mighty Wurlitzer, toy piano, organetti, “theater organ” indispensabile accompagnamento di ogni impresa fantastica, fuori dal tempo, dal contingente, nell’altrove.
Con un cappotto da Abramo Lincoln passa alla chitarra per raccontare storie di uomini e donne storpi che cercano di amarsi .
L’intrattenimento dell’intervallo è del mago semiserio Cristopher Wonder.
Una sirena annuncia l’inizio del secondo atto: il vero e proprio Show. Colori caldi illuminano i pannelli di un sideshow, una scenografia che ricorda il circo Barnum di fine ‘800. Bizzarro, ironico, sentimentale e cinico Vinicio in una gabbia illuminata fa ginnastica cantando un polka russa.
«Mentre noi pensiamo al nostro dovere ecco quello che ci costruiscono attorno (la gabbia ndr), questo succede dal 1994» e parte l’esultante “Marajà”.
I toni si fanno sempre più trionfanti, onirici, tra metafore, metamorfosi, deformazioni, mitologia (la Medusa nerviosa, il bambino ciclope), le atmosfere sempre più da luna park e da teatro di rivista, con echi felliniani, mostri-pupazzi e mostri veri (mago e assistente) si esibiscono in surreali esibizioni come la “human pignata” , mentre Vinicio-minotauro sbraita nella gabbia la disfatta di Ilium (“Brucia Troia”).
Se c’è il rischio di confusione e disorientamento, di certo lo stupore e le emozioni non mancano.
Per sineddoche due del pubblico vengono coccolati nella gabbia e il poeta ubriacone elenca le cose che aiutano (Manhattan style) e regala le splendide “Nudles” , “Che cos’è l’amor??” («un’ergastolo»), un jazz , con le nostre dita a far la pioggia.
Poi, i tamburi stanno zitti e la grancassa tace.

[CADONO LE BARRIERE RAZZIALI : OBAMA ALLA CASA BIANCA]

Così titola il New York Times il 5 Novembre 2008. Sì, Obama è il 44esimo presidente degli Stati Uniti (evviva!) Sicuramente rappresenta il cambiamento, la speranza, il riscatto degli afroamericani per la difficile vita che hanno dovuto affrontare, ma le barriere razziste sono davvero cadute?
È certamente una bella conquista visto che sono passati “solo” 45 anni dal sogno di M. L. King e dalle sue dure battaglie per i diritti civili e poche lune da quando il parlamento non ha firmato la protesta degli afro-americani sui voti non considerati durante le elezioni del 2000.
Ma c’è una cosa che mi lascia fredda, una cosa di cui nessuno ha parlato, i neri, quelli vincitori, quelli potenti, gli eroi (vedi alla voce politici, sporitvi, attori) sono ormai accettati da tempo. E li “tollererai solo in quanto eccezione e lo tollerai solo in televisione” dice Daniele Silvestri a proposito degli omosessuali accettati perché “famosi”(vedi alla voce cantanti, attori, vallette).
Il problema razzismo c’è in America come in Italia e rimarrà, forse non per il presidente, ma per i vicini di casa, i compagni di scuola, i lavoratori di ogni tipo, coloro che insomma non appaiono in tv.
Manifestazione Anti Gelmini
STUDENTI E LAVORATORI DELL'UNIVERSITà STATALE - MILANO
21 OTTOBRE 2008

su www.flickr.com/valecanon le foto della manifestazione del 30 ottobre a Milano